Ama ciò che fai – le 8 fatiche di Raffaele

Eccomi qua, a parlare ancora una volta di un successo editoriale. Questa volta però non si tratta di un libro.

È un podcast originale che si trova su Storytel, ideato, scritto e registrato da Raffaele Gaito, con il prezioso, paziente e professionale lavoro di Rossella Pivanti che ha aggiunto note di colore in sonoro, rendendo ogni puntata del podcast un piccolo gioiellino.

Già. Perché sono 8 episodi, con 8 storie e 8 riflessioni su come porre più attenzione non tanto al risultato, ma al cammino per arrivarci. Nel lavoro e nella vita. Grazie alle esperienze, allo studio, alle contaminazioni, all’impegno.

Raffaele è partito da 8 persone, più o meno note, ne ha studiato e ricostruito il percorso ponendo l’accento su un particolare che può aiutare ciascuno di noi a crescere per raggiungere con consapevolezza i nostri obiettivi.


Proverò ad accompagnarti a scoprire questo lavoro facendomi aiutare proprio da Raffaele.

S: “Ama ciò che fai” è il contrario di “fa ciò che ami”: è forse un invito a cercare di farsi andar bene le cose quando non le possiamo cambiare? O lo hai interpretato più come un cambio di paradigma?

R: Per me si tratta di un profondo cambio di paradigma. Non è accettazione passiva, non è resa senza condizioni. È un invito a mettersi in gioco sempre, a sperimentare tanto. È un invito a non farsi abbagliare dalle passioni. Da piccoli ci dicono che dobbiamo seguire le nostre passioni, ma la verità è che non è sempre così facile. Non tutte le passioni possono diventare un lavoro e, soprattutto, molti di noi trovano la loro vera passione molto avanti negli anni, o non la trovano mai. Quindi a queste persone dico: non smettete di cercare. E nel frattempo godetevi il percorso.

S: Prima che uscisse il podcast ci avevi preannunciato che sarebbe stato un lavoro diverso ma altrettanto bello dello scrivere un libro. Quindi hai dovuto “riscrivere” le storie che già conoscevi? Cosa cambia nella stesura di un testo che deve essere “ascoltato”?

R: Assolutamente sì. Sono state due esperienze molto diverse ed entrambe bellissime. Innanzitutto le storie nel libro occupano mezza pagina o poco più. Qui per dover registrare 25-30 minuti di episodio ho dovuto scrivere una decina di pagine a storia. Quindi c’è molto più materiale, molto più approfondimento, molto più focus sul percorso di queste persone. E poi c’è il fattore sensoriale. Una storia che si ascolta va strutturata in maniera diversa da una storia che si legge. Per me questa era un’assoluta novità e se ci sono riuscito è solo grazie a Rossella che mi ha guidato per mano in ogni singolo passo di questa esperienza.

S: Il lavoro questa volta non è tutto tuo. Una buona parte del lavoro ce l’ha messa Rossella Pivanti, che – non esagero – ha fatto un lavoro egregio. Di cosa si è occupata lei?

R: Questo è proprio un progetto 50-50. Nel senso che senza Rossella non sarebbe il podcast che state ascoltando in questo momento. Lei ha avuto un ruolo fondamentale fin dall’inizio. La parte che si vede (anzi, che si sente, in questo caso) è sicuramente quella del montaggio e del sound design. Ma, come dicevo nella risposta precedente, lei mi ha accompagnato tanto anche nella fase di scrittura, di revisione delle bozze, di registrazione, e così via. Purtroppo i ruoli come il suo sono sempre un po’ dietro le quinte, ma posso assicurarti che è stata fondamentale per la riuscita di Ama ciò che fai.

S: Veniamo ai contenuti. Non voglio svelare troppo, perché mi piacerebbe che chi sta leggendo queste righe sia incuriosito e voglia ascoltare – se già non lo ha fatto – “Ama ciò che fai”. Già dai titoli degli episodi ci trovo tutto Raffaele e il tuo lavoro.

C’è un sentiero tracciato anche nell’ordine degli episodi oppure hai semplicemente raccolto 8 pensieri che aiutano a focalizzarsi sul percorso?

R: C’è un sentiero ovviamente. C’è un filo rosso che collega ogni storia, con l’obiettivo di prendere le persone per mano e portarle insieme a me in questo percorso condividendo una serie di riflessioni. Quando ho deciso quali storie raccontare ho cercato di incastrarle al meglio per dare un senso a tutta la narrazione. E infatti, questa cosa poi si nota dall’ascolto con i rimandi continui da un episodio all’altro.

S:Mentre ascoltavo il podcast ho riletto i vecchi articoli su di te: la mia prima intervista, i tuoi video, i libri, i post (sudore, tachicardia, mani fredde), i racconti dei tuoi nonni. Tutte esperienze di vita che hai voluto condividere e che fanno parte di quello che sei oggi.

Senza dimenticare la pazienza e la generosità.

Grazie! Grazie perché anche questa volta ci hai dato l’opportunità di accedere a storytel gratis per 30 giorni.

E ora mi rivolgo a te, caro lettore: se vuoi ascoltare “Ama ciò che fai” usa questo link e avrai 30 giorni di ascolto gratuito su storytel: https://www.storytel.com/it/it/c/raffaelegaito

Raffaele non ha certo bisogno della mia promo, ma ti consiglio di seguirlo, sicuramente qualcosa di interessante fra tutte le cose che divulga gratuitamente potranno esserti d’aiuto!

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