Fiorella, innamorata del sapere e di Dio

Inizio questo articolo rubando le parole da un amico, che cita James Hillman e il suo libro “La forza del carattere”.
Hillman scrive: 

“Le facce vecchie sono segnate dal carattere, la loro bellezza rivela il carattere e la loro perdurante forza come immagini di intelligenza, autorevolezza, tragedia, coraggio e profondità dell’anima è dovuta al carattere”.

Fatta questa premessa, oggi voglio raccontare un’altra persona che ho trovato nel libro “Ero un bullo”, e che è stata cruciale per la svolta di Daniel.
È Fiorella Torelli, un’insegnante in pensione che fa volontariato in carcere organizzando dei cineforum dove – dirà poi Daniel – vengono proposti film “lenti e pesanti”.

Anche lei, dopo tanti racconti, ora ha un volto. È lì, in copertina.


Se Hillman descrive bene il carattere, persone come Fiorella (che conosco solo attraverso il libro e le parole che in questi mesi ho ascoltato da Daniel e Andrea) hanno negli occhi e nel sorriso la grande passione per il proprio lavoro e la gioia tutta cristiana del donarsi al prossimo.
Valori che hanno le persone carismatiche. E credo che Fiorella sia una di queste.

Dal libro emerge infatti la curiosità di Daniel per questa donna, non tanto per quel che propone, ma per la passione con cui svolge il suo servizio di volontariato.

“Ricordati che nei momenti di difficoltà non ti salveranno i soldi, ma il sapere”

Fiorella riesce ad avvicinare Daniel ai libri, alla conoscenza, lo convince a riprendere gli studi.
Per Daniel si apre un mondo fino ad allora “chiuso”, sepolto dalla rabbia e da esempi sbagliati da seguire. Fiorella è stata la chiave per aprirgli le porte della conoscenza.

Ma Fiorella non si limita all’opera in carcere.
Riconosce il buono che c’è in Daniel e lo aiuta anche successivamente, quando poi si iscriverà all’università.
Eppure Daniel – avido di scoprire storie nuove, autori e scrittori anche antichi – non riesce a comprendere perché una signora anziana si dedichi così tanto e con tanta passione a lui.
E un giorno, non riuscendo a trovare da solo la risposta, arriva la domanda:

Fiore, perché lo fai? Perché mi aiuti?

E Fiorella risponde citando Gesù e il comandamento dell’amore.
Del tempo donato e dello spirito del servizio. Gli stessi valori che anche io cerco di portare nella mia vita quotidiana.

Mi tornano alla mente le parole che Andrea ha usato a gennaio per annunciare l’uscita del libro: “C’è magma incandescente…”
Mi piace pensare che la passione di Fiorella per il “sapere” sia parte di questo magma… che in Daniel ha riacceso la stessa passione per la letteratura e lo studio che si erano spenti negli anni della delinquenza.


Per Dio – toh, guarda! – era già al suo fianco da tempo un certo don Claudio… Ma questa è un’altra storia…

“Ero un bullo” è un testo sorprendente per davvero.  Per raccontare Daniel Zaccaro non si può non passare per le storie di altre persone belle, che meriterebbero a loro volta un libro a sé.

Ringrazio Andrea, che le ha intervistate e raccontate. Non sono semplici comparse, piuttosto co-protagonisti della stessa storia.

Caro lettore, se ancora non lo hai fatto, ti invito a leggere il libro.
Ci troverai belle storie.

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