Non mi accontentavo di pochi spiccioli

Qualche giorno fa ho trovato un vide che riportava questo particolare titolo.

Incuriosita, l’ho guardato e ascoltato.
Vuoi perché in questo periodo sto approfondendo la storia di Daniel Zaccaro, un ex bullo ed ex rapinatore, vuoi perché il video è stato realizzato in un luogo a me tanto caro. E la protagonista non ha fatto alcuna rapina.

Fermati sette minuti, guardalo, poi torna qui e prosegui la lettura della mia riflessione.

Il luogo è il Monastero benedettino Mater Ecclesie situato sull’Isola di San Giulio, al centro del nostro amatissimo Lago d’Orta.
Un luogo a me tanto caro. Poco lontano dal mio paese.
Un luogo di preghiera, di silenzio e di pace.

La leggenda narra che sull’Isola abitasse un drago e fosse piena di molti serpenti; San Giulio, le cui spoglie riposano nella cripta della Basilica, giunto con il proprio mantello sull’Isola, la liberò dai serpenti e sconfisse il drago.
Una delle sue vertebre pare sia conservata nella sacrestia della Basilica.

La vertebra del drago

Il monastero per molti anni è stato sede del Seminario diocesano, poi – nel 1973 (anno della mia nascita), per volere del Vescovo di allora, Mons. Aldo del Monte, divenne il Monastero Benedettino che oggi ospita una settantina di monache.

Madre Anna Maria Canopi, donna di grande fede e profondità, ha iniziato da allora a costruire questa comunità, apparentemente chiusa, ma – come afferma la monaca nel video – aperta al mondo intero. Prima Badessa del monastero, ha lasciato la vita terrena il 21 marzo 2019, festa di San Benedetto, e ora riposa accanto a Mons. Del Monte nel vicino cimitero di San Filiberto a Pella, posto sulla terra ferma, di fronte all’Isola.

La storia di Suor Maria Aurora è molto diversa da quella passata di Daniel, gli “spiccioli” di cui parla sono le cose materiali, quelle che non porteremo con noi.

Eppure le due storie hanno un comune denominatore: la ricerca di senso e la successiva scoperta di quello che nella vita conta veramente.


Mi è capitato in passato di portare le famiglie dei miei ragazzi di catechismo all’Isola, per partecipare alla preghiera delle 15 e poi a colloquio con una delle monache che abitano il Monastero.
E ogni volta è un’esperienza che incuriosisce e arricchisce.

Il sorriso di queste monache e la luce nei loro occhi mi danno tanta pace.
Credo che almeno una volta bisogni far visita a questo luogo, per rappacificare l’anima e ritrovare nel profondo del cuore il senso vero della vita.


8 maggio 2014

In una serata di preghiera sul lago, organizzata dalla diocesi, con la presenza del Vescovo, ho partecipato ad un momento suggestivo, che porto nel cuore e che ricordo in questa foto:

Con le monache abbiamo pregato insieme la compieta: noi, pellegrini dal battello sul Lago. Ci facevano eco le dolci voci delle monache, riunite all’esterno della basilica, con le fiaccole accese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: