Oltre l’apparenza

Oggi è sabato, e – come facevo un po’ di tempo fa – voglio lasciarti una “pillola di saggezza”, che mi aiuta nella vita di tutti i giorni per affrontare la vita e relazionarmi con gli altri, anche quelli che si conoscono “virtualmente”.

Ieri ho letto per caso questa frase, e ci sta a pennello con quello che leggerai più avanti:

“Siamo come libri.”
La maggior parte delle persone vede solo la nostra copertina, la minoranza legge solo l’introduzione, molte persone credono alle recensioni dei critici.
Ma la cosa certa è che ben pochi di loro conoscono veramente le nostre storie.”


Chi mi conosce lo sa: di carattere sono una persona che – letteralmente – bussa pure alle porte aperte.
Prima di entrare in una casa faccio “toc – toc” pure se la porta è aperta. E poi entrando, non curioso, fermandomi alle apparenze.
Così faccio con le storie che incontro nella mia vita.
I due libri che ho messo in copertina contengono due storie di due persone belle: Andrea e Daniel.

Ai più distratti, la vita di Andrea nel piccolo #Disobbediente ha fatto tanto clamore per l’entità delle ruberie delle persone che ha avuto il coraggio di denunciare quando lavorava in Ferrovie Nord Milano.
In “ERO UN BULLO” forse può impressionare tutto quello che di sbagliato ha fatto Daniel, dagli anni delle scuole fino alle rapine e ai comportamenti repressivi del carcere.

Pensa e guarda al positivo

Ecco, questo credo che sia l’approccio giusto.
Non fermarti all’apparenza, alle cose clamorose.
Leggi fra le righe le cose positive che si trovano in queste storie.

Ci troverai il bene e svaniranno i pensieri negativi.
Emergerà il bello, quello che va raccontato e che resta nel cuore.

Contagiamoci di storie belle! Per quelle non serve nessun vaccino…

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