La frutta e il managergentile

Il concetto di #managergentile nasce nella storia di Andrea Pietrini fin da piccolo. Qualche tempo fa scriveva questo articolo che volentieri condivido, anche perchè non è rivolto solo a chi è manager, ma a tutte le persone perbene. Vi lascio alla lettura della sua storia:

Da ragazzino andavo ad aiutare mio padre la mattina presto ai mercati generali di La Spezia e uno dei miei compiti quello di portare il carrello pieno di cassette di frutta per i clienti che dovevano caricare il camion o il furgoncino.

Tra questi vi era un commerciante delle 5 terre, apparentemente burbero, con il volto scavato dal sole, che veniva una volta la settimana e che alla fine del mio compito di carico mi lasciava come mancia ben 2.000 lire ogni volta.

Una mattina accadde che, forse per la fretta o per la stanchezza o solo per la voglia di fare bella figura, feci cadere tutta la frutta dal carrello. Mi ricordo: erano pesche mature e se si sfracellarono tutte sull’asfalto caldo del piazzale del mercato. Io ero mortificato: avrei voluto sprofondare, avevo rovinato tutta la spesa di uno dei clienti più importanti della mia famiglia e soprattutto mio benefattore settimanale. Mi aspettavo una giusta ramanzina e un forte rimprovero perché pensavo di aver causato un grave danno.

La persona, pure dispiaciuta per quello che era successo, invece mi sorrise, mi disse di non preoccuparmi e addirittura volle comunque darmi le 2.000 lire di mancia che mi dava tutte le settimana. Io non le volevo perché pensavo di non meritarle, ma lui insistette e alla fine mi convinse a prenderle, perché secondo lui le meritavo comunque perché mi ero impegnato, mi ero sempre comportato bene e quello era stato un incidente, solo un episodio.

Da quel momento:

  1. quella persona per me ragazzino diventò un mito vivente;
  2. era sempre il primo ad avere il camioncino carico;
  3. sono passati circa 40 anni e ancora ricordo come fosse ieri l’episodio, la persona e la sensazione che ho provato.

Perché racconto tutto questo? Perché, da grande, mi ha insegnato che anche in azienda un gesto di comprensione verso un collaboratore, un fornitore, un collega che ha sbagliato, può creare per chi lo compie un patrimonio di stima, di simpatia e di accresciuta collaboratività che, come nell’episodio che ho raccontato, potrebbe durare più di 40 anni.


Grazie Andrea per questa storia. Basta davvero poco, un piccolo gesto di gentilezza per cambiare il modo di pensare e non sminuire chi ci sta di fronte, pure se ha sbagliato!

Foto di Mark Stebnicki da Pexels

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