Stefano, Paolo e gli altri informatici della P.A.

Oggi voglio raccontare la storia di due persone e di tante altre che hanno due cose in comune: l’informatica e il servizio nella Pubblica Amministrazione, il settore in cui lavoro.

Stefano Quintarelli, ex- presidente

O meglio: Giuseppe Stefano Quintarelli, con funzioni di Presidente.
 Così recitava ancora la pagina sul sito di Agid (Agenzia per l’Italia Digitale) sabato 13 novembre 2021 riguardo al Comitato di Indirizzo, dove se ne spiegavano le funzioni.

La pagina (che non c’è più) sul sito di Agid, dove c’era il Comitato d’Indirizzo

Con Decreto Legge questo organismo è stato soppresso a far data dal 7 novembre 2021.
Perchè ne parlo?

Nei giorni scorsi – su LinkedIn – sono incappata (non credo al caso), nella storia di Stefano Quintarelli, l’ormai ex-presidente di questo organismo e “papà” di Spid (insieme ad altre persone).
Voglio portarlo sul mio blog, perché credo che la sua sia una storia bella, che parla di vita personale, impegno politico, competenze informatiche e innovazione.

Nel suo articolo, intitolato “Mo’ scendo” (scaricabile anche in pdf o epub) Stefano si racconta e ci racconta quello che è stato un periodo di 8 anni al servizio del nostro Paese.

SPID non è come avrei voluto io, ma è il miglior compromesso possibile. (cit. Stefano Quintarelli)

Non so se in italiano “com-promesso” sia l’opposto di “come promesso”, ma con questa frase Stefano ci dice che avrebbe voluto Spid fatto in altro modo, però sta di fatto che oggi è un sistema di autenticazione che è entrato prepotentemente nella vita di tutti i giorni, per fruire dei Servizi Pubblici.
Io, con il lavoro che faccio, mi trovo a dover gestire l’uso di Spid sia come Ente erogatore di Servizi (con tutte le adesioni e configurazioni del caso), sia da utilizzatrice di Spid stesso.

Se ad oggi molti portali che uso per lavoro mantengono l’autenticazione con utente e password, due su tutti (INPS e INAIL), hanno abbandonato quelle credenziali, introducendo l’obbligo di usare Spid.

Stefano, sul suo blog, ha anche scritto la guida – modello FAQ – di “Spid spiegato alla mia famiglia”

Assenteista e cambiacasacche

Questi due capitoletti della storia mi sono piaciuti un sacco: vi consiglio di leggerli con calma. Finalmente un resoconto che ribalta il pensiero comune che vuole fare di tutti i politici (e pure i dipendenti pubblici) dei nullafacenti e attaccati al proprio posto. L’articolo di Stefano racconta ben altro.

Gli informatici della P.A.: l’associazione OpenSipa

Quando fai i concorsi, come titoli abilitativi al concorso non c’è “informatico” perchè siamo basati sugli albi professionali… ci sono sempre sacche di persone molto competenti, che si mantengono aggiornate da sè, che lavorano con spirito di dedizione e altissimo senso dello Stato, incuranti di orari e che puntano a “getting things done”, sono dei moderni eroi.

Questo passaggio del racconto di Stefano mi dà modo di parlare di una realtà nata per caso e per necessità.

Opensipa è una community di tanti informatici che lavorano – come me – negli Enti Locali e nelle strutture pubbliche.

Come non pensare ai miei colleghi e a tanti bravi informatici che abbiamo negli Enti Locali. Ci facciamo in 4 per far fronte a tutti i problemi, dal piccolo malfunzionamento di un’apparecchiatura, alla configurazione di programmi gestionali, fino a star dietro a tutto quello che riguarda la gestione informatica come Legge comanda, facendoci carico pure di tutta la parte burocratica correlata: gare, impegni di spesa, liquidazione fatture. Io praticamente gestisco per il 90% del mio tempo queste incombenze.

Non credo che siamo eroi. Siamo persone normali che hanno a cuore il proprio lavoro. E non solo.

E poi c’è Paolo

A stretto giro, dopo la pubblicazione del racconto di Stefano, ecco spuntare su Medium un altro bell’articolo di Paolo Coppola. Il suo titolo riprende e risponde alla pubblicazione di Stefano. Paolo lo ha intitolato: “Ma ‘ndo vai?”

So di per certo che alcuni rappresentanti di Opensipa sono “scesi” (e qui è proprio il caso di usare questo verbo, visto che i tre stanno molto più a nord della Capitale) nel 2014 a Roma a discutere delle problematiche del settore ICT negli Enti Locali, ed hanno avuto un colloquio proprio con Paolo Coppola. Fra di essi, anche il mio responsabile, Michele Marucco.
Questa foto documenta l’incontro:

Parte del direttivo Opensipa con l’on. coppola

Anche Paolo Coppola ha scritto, nel suo articolo, cose che mi hanno colpito. Le due citazioni di don Tonino Bello, ad esempio. Ma non solo. 

Se il nostro Paese andrà avanti è anche grazie a persone come loro, che mettono l’impegno a offrire un contributo competente per migliorare gli strumenti per svecchiare questo Paese. 

E a noi, che dobbiamo applicare quelle decisioni nei nostri Enti, sta il compito di metterle in pratica.

Consultando il sito di Opensipa, ho ritrovato pure il programma di una delle nostre giornate “OpenSipaDay”, quella del 2016, dove il saluto di benvenuto era stato affidato a un certo Giuseppe Stefano Quintarelli. Guarda un po’ com’è piccolo il mondo!

Se vogliamo parlare di eroi, potrei dirlo delle persone che ogni anno si impegnavano a organizzare queste giornate, fra un problema e l’altro del lavoro in ufficio e degli impegni familiari.

Oggi Opensipa (community degli informatici della P.A.) ha all’attivo un forum molto frequentato dagli addetti ai lavori. 

E gli argomenti sono quelli comuni a tutte le P.A.

Spid, ANPR, CIE ormai sono realtà consolidate e ampiamente usate.

Ringrazio Stefano e Paolo, i due “onorevoli” informatici, perché mi hanno permesso di raccontare tre storie belle, che ruotano intorno al mio lavoro, all’informatica e ai cambiamenti innovativi che si stanno realizzando, anche grazie a loro.


Caro lettore, ora mi rivolgo a te. 
Se sei arrivato fin qui ti ringrazio.

Ho cercato di raccontare un pezzetto di quel che si fa nella P.A. attraverso le persone che hanno pensato, progettato e reso possibile rendere un po’ più digitale i servizi pubblici.

Ma il mio invito finale rimane quello di leggerti con attenzione il racconto di Stefano Quintarelli.  Uno spaccato di vita, di competenze, di innovazione e di impegno politico molto diverso dal pensiero comune.
Non potevo lasciarlo andare senza una mia riflessione.

Ti lascio i link alle storie di cui ho parlato:

“Mo scendo” di Stefano Quintarelli;

“Ma ‘ndo vai?” di Paolo Coppola;

E se ancora ti spaventa Spid, leggi la guida “Spid spiegato alla mia famiglia”

Alla prossima storia!

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