Due valvole al prezzo di una

La giornata trascorre trascorre tranquilla, tra esami ed esercizi. Di quel giorno porto nei ricordi alcune cose.

Il professor Casali – primario, quello che mi aveva spiegato l’intervento e mi avrebbe poi operato, di ritorno dagli interventi, avendo scoperto della novità sulla valvola aortica, ha voluto vedere di persona il mio cuore. Così abbiamo fatto un’altra ecocardiografia e mi ha spiegato quello che l’indomani, in sala operatoria, avrebbe fatto: la valvola aortica solitamente si sostituisce, ma bisogna aprire il petto dallo sterno. Un intervento decisamente più invasivo, ma tant’è: ero lì per sistemare il cuore, e poi meglio così: avrei corso il rischio di subire un secondo intervento nel giro di breve tempo.

Così – come nei migliori supermercati – ho approfittato dell’offerta “due al prezzo di uno”.
Mica capita tutti i giorni!

Nel tardo pomeriggio mi fanno un altro tampone molecolare, il secondo: il giorno successivo si va in sala operatoria.
Negativo anche quello.
Bene.

Consenso informato

Dopo cena un medico dell’equipe del professor Casali arriva con un incartamento e mi spiega l’intervento sulle due valvole.
Se per la mitralica ero già ben informata, ora c’è da prendere una decisione sulla valvola aortica.
È presto detto: per la valvola aortica (benchè il professore voglia tentare una improbabile riparazione) ci sono due possibilità di sostituzione.

  1. con una valvola meccanica.
    Pro: il cuore non si tocca più.
    Contro: bisogna prendere un anticoagulante (per la precisione Coumadin) a vita.
  2. con una valvola biologica.
    Pro: dopo qualche mese di trattamento con Coumadin si può proseguire con una normale Cardioaspirina.
    Contro: la valvola, a distanza di 15 anni potrebbe deperire ed essere nuovamente sostituita.

Mentre il dottore mi esponeva le possibilità, ho rivisto – come in un film, pure brutto direi – mio padre, malato. E l’odissea con il Coumadin: l’unico farmaco che – fra i tanti che conosco – deve essere dosato in base al valore della coagulazione del sangue misurata con prelievi del sangue molto frequenti.

Dovevo prendere una decisione e metterci la firma.
“In quella firma c’ero io”, avrebbe detto Andrea Franzoso.
Non ho avuto dubbi: valvola biologica. Poi magari fra 15 anni le cose cambieranno.

Fatta questa scelta importante, raccolgo le mie cose che saranno ritirate in un luogo sicuro, e mi preparo per la serata. 
Questa sera voglio guardare la tv, ho un piano per tranquillizzare la mia vicina di letto: la tv è soporifera, magari la signora che è in camera con me si addormenta e sto più tranquilla anche io…
e in effetti è proprio così!

Non ho nemmeno bisogno di scorrere troppo i canali. Sul primo Alberto Angela racconta la storia di una città meravigliosa: Roma.
Come non pensare agli amici che vivono lì? Con questo “pensiero felice” – come direbbe Trilly di Peter Pan – si chiude anche questa giornata.

Riposa, Silva. 
Domani sarà un giorno importante, seguiranno giorni impegnativi.
Mi addormento con la certezza di essere in buone mani.
Non ho paura e nemmeno sono preoccupata.
Ho invece tanta speranza!


Foto di copertina di Ylanite Koppens da Pexels

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