Primi incontri in ospedale

Dopo qualche giorno dal colloquio con il primario, vengo ricontattata dall’ospedale, che mi fissa il pre-ricovero per gli esami preparatori il 14 settembre.
Una lunga mattinata in ospedale dove faccio per la prima volta il tampone molecolare Covid (risultato negativo), e gli esami di routine, oltre ad una nuova ecocardiografia: la terza in tre mesi.
Da questa viene rilevata una insufficienza importante anche sulla valvola aortica.

Molto probabilmente (anzi quasi sicuramente) le valvole da sistemare saranno due.
Terminati i controlli e aperta la cartella clinica il medico mi fissa l’appuntamento per il ricovero. Direttamente il giorno dopo.
Ho giusto il tempo di comunicare a casa l’aggiornamento delle cose e preparare tutto il necessario per la degenza.

In un caldo martedì di metà settembre, il giorno 15, saluto mamma e fratelli e inizio il mio viaggio verso una nuova vita.
In fondo sono poi 3 settimane. Poi dovrò riguardarmi per riprendere al meglio.

15 settembre: primo giorno di ricovero. 

La giornata trascorre tra visite di routine, esami pre-operatori e colloqui con il personale medico e infermieristico. 

La coronarografia è uno degli esami che si fanno prima dell’operazione al cuore è il controllo delle coronarie, le arterie che stanno attorno al cuore e portano il sangue verso tutto il resto del corpo.
Lì è tutto a posto.
Quello che non è andato bene è stata la chiusura dell’accesso arterioso sul polso destro: mi si è formato un ematoma sopra il foro. Iniziamo bene!
Vabbè, un po’ di colore che si è sparso dal palmo della mano al gomito. 

Teresa don Michele e la compagna di stanza

Ora però ti racconto delle persone che ho incontrato. Alcuni li ricordo ancora bene.

Teresa
Ricordo ancora il suo nome: tra un esame e l’altro, è venuta a trovarmi questa signora, che scopro essere una dei fisioterapisti che gira per il reparto a lavorare con i pazienti. Prima ancora dell’intervento mi insegna un esercizio, da fare di tanto in tanto. Lì per lì non ci ho dato molto peso, facevo questo esercizio di respirazione senza capirne l’utilità.
Dopo l’intervento mi è parso tutto più chiaro, anche se di esercizi ne ho fatti davvero pochi, ma te lo racconto un’altra volta.

Don Michele, la provvidenza
Sarà che sono credente, sarà il caso o forse no, in un momento prima di cena, passa in reparto il cappellano dell’ospedale. È don Michele Valsesia. Non lo conoscevo. Scambiamo due parole e subito il discorso si porta sulle attività che faccio in parrocchia a Gargallo. 
Così scopro che conosce bene il mio parroco, don Luigi. È martedì, so che entro la settimana sarò operata. Dopo una preghiera gli chiedo se la domenica mi avrebbe portato la comunione.
Non so in che stato sarò, ma il conforto della comunione eucaristica e di una preghiera vale quanto una medicina.

Dopo cena chiamo a casa, dove tutti sono riuniti a organizzarsi per non lasciare troppo sola mia mamma, che è più preoccupata di me.

E poi c’è la mia compagna di stanza.
Una signora anziana, tanto calma di giorno, quanto problematica di notte. Pazienza.
C’è un televisore in camera, ma non ho voglia di vedere nulla.
In qualche modo il primo giorno passa e mi addormento.


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