8 agosto: un anno con il Lavoro Ben Fatto

Caro Vincenzo,
è già passato un anno da quando ho comprato e letto il libro del Lavoro Ben Fatto. Quello con la copertina che respira… perché è bene che tenga la bocca aperta, da solo e attraverso le tante persone che ogni giorno adottano la sua filosofia nella vita quotidiana.

“Se non ora quando?” è il refrain che da un anno accompagna i post dove metti il link ed inviti chi ci capita sopra ad andare su Amazon e comprarlo; come vedi l’ho fatto anch’io…

Da subito questo libro è diventato molto di più: un’amicizia sincera, tanti racconti e contaminazioni fra un sociologo che oggi è più un artigiano narratore, e una piccola informatica con la passione per le storie belle, fino all’approdo alla Piccola Scuola.

Se guardo indietro posso dire davvero di aver ricevuto tanto, e di aver dato altrettanto.
Senza muovermi di un centimetro in altezza sono cresciuta, anzi mi sono evoluta, raccontandomi e raccontando a mia volta.

Mi è piaciuto fin da subito il Lavoro Ben Fatto:
mentre mi guadagnavo (non so come ancora) un angolino su Novà, nel tuo blog, mi è venuto naturale rendere il favore (a te e al libro) attrezzando una sezione tutta nuova sul mio blog;
ti ho intervistato insieme a Luca;
ho raccontato le “mie” parole forgiate;
ti ho fatto conoscere un pezzettino del mio paese – Gargallo – raccontandolo nella settimana del Lavoro Narrato.
E – dopo essere stata un po’ sulla porta – sono entrata nella Piccola Scuola, dove ci sei sempre tu, insieme a Jepis: lì succedono cose meravigliose, attraverso i racconti.
Sulla mia ScritteTAQ conservo i pensieri più belli che mi avete indirizzato, tu e gli altri amici, che ho conosciuto frequentandola

Se è stata “Buona la prima”, chissà le prossime…

Vincenzo Moretti - artigiano narratore (foto di Giuseppe Jepis Rivello)
Vincenzo Moretti – artigiano narratore (foto di Giuseppe Jepis Rivello)

Grazie Vincenzo per il dono prezioso che sei per chiunque ti conosce,
grazie per le storie che scrivi,
grazie per essere mio amico.

Tu scrivi:
“Siamo quelli del Lavoro Ben Fatto, e vogliamo cambiare il mondo.”

Beh, nel 1200, un certo Francesco, il poverello di Assisi, divenuto prima Santo e poi Patrono d’Italia diceva:

“Cominciate col fare ciò che è necessario,
poi ciò che è possibile,
e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Anche questo è Lavoro Ben Fatto… in perfetta letizia.


P.S. : non serve, però lo scrivo lo stesso. L’immagine in copertina (che in teoria non c’entra nulla con tutto il resto), in realtà rappresenta quello che volevo dire e fare oggi: un dono a parole che nasce dal cuore, idealmente passa dalla mia mano alla tua, ed è pensato con la mente: “testa – mani – cuore”… tutto torna!

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