Stefano, una lezione di giustizia

Il libro che porta questo titolo è l’ultimo lavoro pubblicato da Andrea Franzoso.
Ormai Andrea è diventato – e credo di non sbagliarmi – un narratore di storie vere, a volte belle, a volte un po’ più sofferte, e lo fa mettendoci il suo cuore e la cura nella ricerca dei fatti e nella stesura, perché la storia arrivi al lettore in maniera limpida e trasparente: per questo lui ama dire che “le storie belle sono contagiose”. Si rivolge principalmente ai ragazzi delle scuole, ma i suoi libri sono davvero consigliati per tutti.

“Stefano” è Stefano Cucchi, il giovane geometra finito in manette per presunto spaccio di droga, finito in custodia in mani sbagliate e poi morto pochi giorni dopo l’arresto.

Il libro, scritto con la collaborazione della sorella Ilaria e di Fabio Anselmo per Fabbri Editore, è in libreria dal 4 maggio 2021. (Qui la scheda del libro)

Inserito nella collana “L’educazione civica raccontata ai ragazzi” è un libro molto ben fatto: non è il semplice racconto di quello che è accaduto a Stefano, della lotta della famiglia per conoscere la verità sul suo arresto e la morte, dei molti tentativi di nascondere le responsabilità di chi doveva vigilare sulla vita di una persona e invece ne ha causato la morte.

Il racconto drammatico di questa brutta storia (già inserita nel precedente libro di Andrea, “Viva la Costituzione” alla voce “Libertà”), è arricchito di tutti gli atti processuali e non di pubblico dominio, ed è intervallato da schede di approfondimento che spiegano in linguaggio semplice alcune cose: ad esempio quello che prevede la nostra Costituzione e le leggi dello Stato in caso di arresto, quali sono i diritti di un cittadino che viene arrestato e sottoposto a giudizio e quale dovrebbe essere la funzione delle forze dell’ordine.

Nel caso di Stefano molte sono state le responsabilità e i comportamenti scorretti proprio di chi doveva vegliare sulla sua detenzione, in attesa di verificare la presunta colpevolezza.

Invece, nel giro di pochi giorni, quel giovane è morto. E la responsabilità è stata proprio dei carabinieri che lo hanno avuto in custodia. Non sono passati molti giorni dalle ultime sentenze di condanna dei responsabili (era il 7 maggio 2021)


Attraverso questo libro ho imparato molte cose:

  • quali sono i diritti sanciti dalla nostra Costituzione per i cittadini che si trovano in “presunta flagranza di reato”;
  • quanto la burocrazia rende effettivamente difficile poter incontrare un congiunto, se non si hanno le indicazioni corrette e complete;
  • quali sono i passaggi di un processo;
  • come è considerata la droga e chi ne fa uso per la Legge dello Stato;
  • perché la storia di Stefano non è una storia di ordinaria giustizia, visto che i responsabili del suo decesso sono state le persone che ricoprono proprio i ruoli definiti “forze dell’ordine”

Credo che questo testo, catalogato in libreria fra i libri per ragazzi, sia un libro che ha da raccontare molto anche a noi più grandicelli, ormai assuefatti dai TG alle continue inchieste, agli “avvisi di garanzia”, a sentire parlare di “Gip”, “Gup”, “Pm”, Ma sappiamo veramente a cosa si riferiscono?


Concludo questo mio articolo citando ancora una volta Andrea: lo seguo dai tempi del suo primo “Disobbediente” nel 2016 e ho imparato a conoscerne la vita; quando ho scoperto che stava scrivendo una storia non sua, mi sono chiesta se avrei trovato la sua vita dentro questo testo.

All’inizio del libro Andrea ha messo un versetto del Vangelo di Matteo: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”, e una citazione del padre costituente Pietro Calamandrei: “Per trovar giustizia bisogna essere fedeli: essa, come tutte le divinità, si manifesta soltanto a chi crede” (Elogio dei giudici scritto da un avvocato).

Per come conosco Andrea, posso affermare che in queste citazioni c’è: c’è la sua vita, c’è la sua essenza.

Caro lettore, se sei arrivato fin qui, ti ringrazio; e se ho incuriosito, ti invito ad andare in libreria a cercare questo testo. La storia di Stefano va letta e conosciuta.
Grazie Andrea!

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