Pillole di Pazienza: innamorati del processo

“Immagina il tuo percorso come un’escursione in montagna: scarpe da trekking e zaino sulle spalle, ti destreggi tra arbusti, rocce, animali e ostacoli di vario tipo.
Durante questa lunga passeggiata ogni tanto rallenti e ti fermi per raccogliere qualcosa che non avevi mai visto prima.
Una pausa per infilare qualcosa nel tuo zaino che, passo dopo passo, si riempie sempre di più.
Alla fine della passeggiata potrai decidere di farne un’altra, o salire un po’ di più sulla stessa montagna.
Magari la stanchezza ti porterà a pensare di non farne un’altra in vita tua, o cambiare completamente il tipo di percorso la prossima volta.
Poco importa perché l’aspetto più importante della passeggiata non è nel traguardo raggiunto, ma nello zaino che hai sulle spalle.
Il valore vero di questa esperienza è in quello che lungo la strada hai messo nello zaino.
Tutte le volte che hai rallentato per mettere qualcosa nello zaino hai contribuito a diventare una persona migliore.”

Raffaele Gaito

Raffaele, con questa metafora, ci invita a non guardare solo al traguardo, ma a imparare a gustare la bellezza del percorso che dobbiamo fare per arrivarci.

Sono le piccole cose che facciamo ogni giorno, le persone con cui interagiamo, gli errori che commettiamo, che arricchiscono il nostro bagaglio personale.

Sperimentare, cogliere le occasioni, anche quelle inaspettate, ci rende persone se non migliori, quantomeno più ricche. Spero di averti dato anche oggi motivi per riflettere.

Con questo pensiero concludo le mie riflessioni sulla pazienza. Solo per ora, perché nel libro ci sono davvero tanti spunti che non ho toccato.

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