Il fallimento per crescere

“Se ci mettiamo nell’ottica che l’errore non solo è inevitabile ma è fondamentale, e che solo grazie al fallimento continuo possiamo migliorare e crescere, allora apprendiamo il valore del processo: un circolo virtuoso che ci fa fare ogni volta un passo avanti”.

Raffaele Gaito

Per commentare questo passo del libro, legato alla pazienza negli sbagli, lascio la parola a una persona che di tanto in tanto leggo su Facebook. Lei è “L’Ale”, la maestra dai capelli colorati che vive ed insegna ad Olginate, in provincia di Lecco.
Qualche anno fa, ai tempi del Ted di Raffaele sulla Pazienza, lo aveva fatto vedere ai suoi piccoli studenti.
Giusto ieri ha pubblicato un post che ci sta come il cacio sui maccheroni con il concetto di fallimento. Lascio a lei la parola:

-Si è accasciato sotto il banco, come fa sempre, quando qualcosa non gli viene.
Solo che questa mattina non risbucava più.
Così sono andata al suo banco e mi sono accasciata vicino a lui.
Ho visto tante volte i miei piccini o le mie piccine piangere. A scuola si piange per la qualunque. E per chiunque. Si piange spesso e così come le lacrime escono velocemente da quegli occhi piccini, cadono anche velocemente nelle tasche dei pantaloni e spariscono. In fretta. E si riparte. Di nuovo.
Ma oggi no.
Per lui no.
Le lacrime che stavano rigando quella pelle lì, non sono scivolate via.
Si sono fermate.
Aggrappate alla mascherina.
Due goccioline tondeggianti di sofferenza che sono rimaste lì, anche mentre sono tornata al mio tavolo per prendere il telefono e scattare la foto.
“Non sono capace.”
“Di fare che cosa?”
“Non sono capace di scrivere le letterine di quello che voglio dire.”
“Ti aiuto io, così capisci che invece sei capace, ma hai paura di sbagliare.”
“Ma io non voglio sbagliare, voglio essere capace.”
“Per essere capace devi anche accettare che puoi sbagliare. Dai, facciamolo insieme, così se sbagli ci sono qui io ad aiutarti e sistemiamo subito.”
“Va bene, però vengo in braccio a te!”
Così abbiamo scritto quello che voleva dire. Abbiamo cancellato gli errori e risistemato il lavoro.
Perché non è che se io lo aiuto lui non sbaglia, è solo che se io resto lì con lui, allora lui non ha paura.
Ecco, sì.
A volte non serve provare a guarire, a curare, a consolare.
A volte serve solo restare.
E questo vale, non solo a scuola.-

Ha ragione L’Ale: “a volte serve solo restare”, esserci, dare l’esempio, essere una guida.

One thought on “Il fallimento per crescere

  1. L’articolo sull ‘insegnante mi ha molto colpito. Mi ricordo che nei primi giorni della mia prima elementare mi sono messa a piangere perché non riuscivo a disegnare l’incudine (ogni lettera dell’alfabeto era associata ad una immagine) . Ricordo che la maestra mi si è avvicinata , mi ha tranquillizzato mi ha aiutato e io sono riuscita. Allora ho pensato “però è facile, l’ho fatto sono riuscita. Forse non serviva piangere ”
    Sono passati 50 anni ed il ricordo mi da forza ancora oggi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: