#Teoria – #Pratica

Avvertire sempre la necessità, l’urgenza, di usare le parole in maniera appropriata.
(Vincenzo)

Che bella questa frase! Per una come me, che scrive per passione (e parla per necessità), mi posso ritenere mediamente brava nell’usare linguaggio, punteggiatura e grammatica in modo corretto. Se posso, evito di usare inglesismi o espressioni volgari. Credo sia un dovere verso la nostra lingua italiana.

Per scrivere bisogna leggere, per scrivere bene bisogna leggere moltissimo. Poi se sei bravo quello che leggi cominci a rielaborarlo, fino a definire un tuo stile… non serve essere un narratore fotocopia.
(Vincenzo)

Credo tu abbia ragione, eppure io non leggo moltissimo. Ma ho trovato un mio stile, pare apprezzato da molti.
Se posso citare Jepis, “crea – racconta – ricrea” è un esercizio di stile che applico spesso nelle mie storie, prendendo a prestito modi di dire di uso comune della nostra lingua italiana, per raccontare a modo mio quello che voglio comunicare. Mi sembra un valore aggiunto che mi viene naturale.
Mi sono appuntata questa frase anche per un altro motivo. Sul mio libro, di fianco, ho scritto “Carlo Acutis”. Un giovane quindicenne “nato al Cielo” nel 2006 e beatificato lo scorso ottobre. Fra le sue frasi più celebri: “Nasciamo tutti come pezzi unici, molti rischiano di morire come fotocopie”.

Fare in autonomia il primo passo, costruire un proprio punto di vista, una propria prospettiva, prima di confrontarsi con gli altri, è un valore a prescindere.
(Vincenzo)

Mi trovo d’accordo anche su questo concetto. Dovrei andare a riprendere il vostro dialogo, ma preferisco commentare la frase in sé. Mi piace essere determinata (e molto pratica) in diversi ambiti della mia vita, soprattutto dove mi sento più sicura e “preparata”; in altri faccio più fatica, ma ci provo.
Amo il confronto e la condivisione; le mie idee “usa o getta” sono sempre propositive e mai imposte. Non amo essere considerata “la più brava”, ma è un dato di fatto che nella mia comunità sono un punto di riferimento. Un po meno nel mio lavoro, dove comunque non mancano gli attestati di stima… so essere a volte un po’ rompiscatole, soprattutto quando si tratta di insegnare come si fa un lavoro ben fatto. Anche per questo mi piace molto il tuo libro, Vincenzo.

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