#Comunità

Per fare comunità bisogna condividere spazi, luoghi, tempo e risorse….  La comunità è il luogo da cui esci ogni giorno per andare nel mondo e dove rientri ogni sera per andare a riposare, per recuperare le forze.
(Jepis)

Per me il senso di “comunità” è molto legato al mio impegno di servizio in parrocchia, che è un tutt’uno con il resto della mia vita. Non a caso, “nella mia bio” (come dicono quelli bravi), scrivo da sempre che “divido la mia vita tra famiglia, lavoro e parrocchia”. Tre spazi, tre luoghi che hanno uguale peso e misura e che sono le fondamenta su cui si basa il mio essere Silva da sempre.

Nella comunità parrocchiale sono cresciuta, insieme alla mia famiglia da piccola e poi da sola, donando il mio tempo, condividendo le mie capacità, ricevendo conoscenza e fede che a mia volta trasmetto ai più piccoli.

La comunità così concepita è il luogo dove mi piace stare. E non è una cosa “a parte”, fuori dal mondo; fa parte della mia vita e non potrei vivere senza di essa.

Tre parole di cui ha bisogno una comunità per restare tale anche fra 30 anni.. (Vincenzo)

Servizio: non è semplicemente il “fare”, ma è quello che si dona e si riceve stando nella comunità insieme agli altri;

Volontario: nessuno ti obbliga a starci o a fare qualcosa, stare nella comunità è bello, e lo capisci crescendo e seguendo l’esempio di altri che ci stanno prima di te; ed è giusto che non sia remunerato. Quello che posso fare, il tempo che posso donare è a favore delle persone. Non si riceve ricchezza in denaro, ma in valori di stima, affetto, gratitudine.

Gioia: vi è più gioia nel dare che nel ricevere. Ed è vero. Quando cesserà di esistere la gioiosita’ nei rapporti fra le persone, anche la comunità comincerà a inaridirsi.

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