Testa mani e cuore

Nel lavoro tutto è facile e niente è facile.
È questione di applicazione:
dove tieni la mano devi tenere la testa, dove tieni la testa devi tenere il cuore.

(art. 2 del Manifesto del Lavoro Ben Fatto)

Testa, mani e cuore: la nostra fisicità

Ogni donna e ogni uomo nasce già dotato di questi tre elementi, che sono “fisici”: li possiamo vedere, toccare, usare e tenere sotto controllo.
Se ci guardassimo come un insieme di pezzi, come dei robot, ci viene facile paragonare questi tre elementi come parti di un insieme che potrebbero anche danneggiarsi.
Lo so bene io, che ho un cervello che non funziona bene e un cuore che si sta affaticando. Per fortuna esistono rimedi per rimettere in sesto le cose, quando non sono compromesse.

Testa, mani e cuore: la meraviglia dell’essere umano

Fortunatamente questi tre elementi, nel corso della vita si arricchiscono di altrettanti componenti molto meno visibili, che sono l’anima, il pensiero, il carattere che ognuno di noi sviluppa e nutre in modo differente grazie al contesto sociale, culturale, ai legami forti e alle “connessioni generose” del mondo che lo circonda.
Da qui scaturisce la propensione, più o meno innata, a vivere e fare qualsiasi cosa secondo il principio del lavoro ben fatto che troviamo descritto nel secondo articolo del Manifesto.

Ma i tre elementi hanno uguale importanza? Gli si può dare un ordine?

Se parliamo di lavoro manuale – lo dice la parola stessa – è la mano, cioè l’atto pratico del fare, che è in risalto.
Ma se penso più in generale a quello che ognuno di noi fa ogni giorno, penso che si possa dare un ordine diverso alle cose.

Prima il cuore:
se non abbiamo passione o comunque non mettiamo un po’ di noi stessi in quello che facciamo, sarà un lavoro magari eseguito bene, ma privo di calore;

Poi la testa:
è importante, per fare un buon lavoro, qualunque esso sia, metterci un criterio, farlo nel modo migliore, e questo risultato si ottiene solo con la perseveranza, l’impegno e la conoscenza.

Infine le mani:
saper fare è forse la cosa più semplice. Tutti possiamo imparare a fare cose nuove, ma senza testa e cuore non sarà davvero un lavoro ben fatto!


P.S. : Non me ne voglia Vincenzo, ma sul testo del suo art. 2 citato all’inizio, ho pensato di aggiungere due segno di punteggiatura. Piccole cose che danno un grande significato, soprattutto a un testo scritto. D’altronde, la storia della Virgola insegna quanto sia importante:
https://medium.com/silva-the-original-one/la-virgola-e6e34ac4509b

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