La fede ai tempi del Corona Virus

Mai come in questi giorni difficili, dove lo Stato impone severe restrizioni anche per le celebrazioni religiose,
è semplice notare come molti sacerdoti abbiano preso a cuore di non far mancare ai fedeli la partecipazione alle Messe celebrate “a porte chiuse”, a causa dei divieti di assembramenti.

I sacerdoti – a partire dal Papa e dai Vescovi, fino ai parroci – più o meno pratici degli strumenti digitali, stanno letteralmente popolando i social (Facebook e Youtube) con le registrazioni in streaming delle Messe quotidiane e festive.

Sarà che siamo in Quaresima, ma la premura di non far mancare ai fedeli un momento di raccoglimento in preghiera personale con il proprio parroco di riferimento è un fenomeno nuovo e bello, che valica i confini della parrocchia.

Tutti possono vederle, ma la particolarità che accompagna questo tipo di contenuti digitali è anche un altro.
La fede cristiana ci accomuna in tutta Italia e in tutto il mondo.
Eccezion fatta per le parrocchie milanesi che seguono il calendario ambrosiano, quello che si celebra oggi a Torino, Firenze, Loreto, Roma, Napoli è la stessa identica celebrazione.
Soprattutto la “mensa della Parola” sono le stesse letture, lo stesso Vangelo.
Cambiano i celebranti, che danno, ognuno secondo il proprio carisma, una interpretazione diversa di ciò che viene letto.

È bello poter ascoltare – se ne si ha il tempo – meditazioni differenti di sacerdoti lontani da noi.

E forse, in questo modo, molti più fedeli hanno la possibilità di ascoltare una Messa. Ce ne sono davvero a tutte le ore, dal mattino presto alla sera.

https://www.facebook.com/vaticannews.it/
Qui ogni mattina alle 7.00 si può seguire la diretta della Messa di Papa Francesco a Santa Marta

Ma sono davvero numerose le pagine di parroci o parrocchie che offrono il servizio di trasmissione delle Messe.

Tutto il territorio italiano è diventato “zona arancione”, soggetto a restrizioni di movimento che non bloccano del tutto le attività; solo in alcune zone di Lombardia e Veneto ci sono le zone davvero “rosse” dove interi paesi sono stati isolati.

Lì le chiese proprio non si possono aprire.

E allora il buonsenso prende il posto del divieto. Un esempio virtuoso di accordo tra “stato” e “chiesa” è quello della parrocchia di Moniga del Garda, dove è parroco il famoso Gioba, don Giovanni Berti, il parroco vignettista. Là le restrizioni sono più forti, ma il Sindaco, da un paio di settimane, ha offerto a don Giovanni, e all’intera comunità, di poter celebrare ed assistere alla Messa dalla sala del Consiglio Comunale, già attrezzata per le dirette streaming.


C’è un immenso patrimonio di fede che si sta diffondendo sui Social attraverso i sacerdoti.

È un bene prezioso che spero continui a diffondersi e contagi i nostri cuori nel verso giusto.
Ci sono stati tolti i momenti di preghiera comunitaria in questa Quaresima; ma di certo non mancano le occasioni di poter assistere, seppur attraverso uno schermo, alle messe quotidiane della nostra e di altre parrocchie.

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