Consapevolezza e Social Network

In questo periodo mi capita spesso di riflettere su queste due cose, messe insieme.

Anzi, che dovrebbero sempre camminare insieme. O almeno stare sui due piatti della bilancia in equilibrio.

È risaputo che ormai i modi di comunicare sono molto cambiati: Internet ci permette trovare informazioni di ogni genere e ormai tutti (o quasi) lo utilizziamo.

I social network hanno un posto predominante nel web e il loro scopo dovrebbe essere quello di mettere in contatto le persone.
Come ogni cosa, c’è chi li ama e c’è chi li odia; e pure chi sta nel mezzo, a diverso titolo.
Molti ne sfruttano le potenzialità per il proprio business, altri – come me – per uso personale.

Molti – soprattutto fra i giovani – li usano quotidianamente e l’abuso di questi strumenti digitali ha creato vere e proprie malattie.
Senza rifarmi a studi scientifici o sondaggi sul buono o cattivo utilizzo, vorrei fare una piccola riflessione personale sul mio approccio a questi mezzi, allargando lo sguardo sul mondo che mi sta attorno.

Chi mi legge lo sa: da tempo sui social seguo alcune persone, più esperte di me e che hanno anche lavori apparentemente lontani dal mio. Ma sono autorevoli esperti nella comunicazione digitale ed ho scelto di seguirli per conoscere meglio questo meraviglioso mondo, sperimentando a mia volta cosa significhi essere presente sui diversi canali.

Posso tranquillamente affermare che questo mio percorso, nel corso degli anni ha preso una struttura ben definita, e mi sta portando verso obiettivi precisi:

la conoscenza dei mezzi (i social, in questo caso) e la sperimentazione (non sarei qui ora su un blog nuovo) mi stanno portando a un maggior grado di consapevolezza e sviluppo di spirito critico nei confronti del mondo digitale.

Se fossi una buona comunicatrice avrei inserito qui sopra qualche citazione di persone famose, ma siccome non lo sono, mi limito a fare ancora un paio di considerazioni che nascono dall’osservazione del mondo che mi circonda e che sono facilmente ritrovabili nei telegiornali o in quello che propone la TV.

Giusto qualche sera fa stavo distrattamente guardando un format poco interessante e forse molto “costruito”. Una ragazza doveva scegliere con chi passare una serata fra due ragazzi. La scelta è stata dettata da quello che la ragazza ha visto sul profilo Instagram dei due ragazzi. Lo “scartato” si era sentito giudicato male solo per l’apparenza su un profilo social.

Subito il pensiero è andato a quanto vanno ripetendo molte persone che seguo: diamo sui social un’immagine di noi che sia quanto più aderente alla realtà. Perché dovremmo creare un’immagine diversa?
Ormai anche la selezione del personale nelle aziende si basa anche (non sempre) su quello che postiamo sui nostri profili Social.
Ne siamo consapevoli?

E il patrimonio comune, preso di mira da atti vandalici?
Quanto spesso sentiamo al telegiornale di giovani che, per divertimento (o forse noia) filmano le loro malefatte postandole sui social, o lasciano i nomi dei propri profili sulla parete di un muro?

Dov’è la consapevolezza nell’uso dei social network, in questi casi?
Quanto le famiglie, i genitori, sono consapevoli di quello che accade?

Per la prima volta, lascio pensieri un po’ tristi in questo articolo.
Ma ogni tanto è meglio fermarsi e rifletterci su.

So che per tanti ragazzi che usano i social “con leggerezza”, ce ne sono altrettanti che ne fanno buon uso, anche creando lavoro e valore.

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